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Questioni di cuore
a cura di Riccardo Strada
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Quando si parla di coppia, specialmente al cinema, vengono subito in mente vicissitudini di amori più o meno travagliate e quando poi è il “cuore” a essere il protagonista, allora d’obbligo diventano due, con o senza capanna. Francesca Archibugi, apprezzata e parsimoniosa regista, con il film Questione di cuore cambia completamente, e con successo la prospettiva, innanzitutto perché parte dal cuore non soltanto simbolico e figurato, bensì dal reparto di cardiologia di un ospedale romano, e poi, soprattutto perché non mette etichetta alcuna ai sentimenti ma si limita, verbo assai improprio, a descrivere il rapporto tra due amici, semplicemente due.
Sono Angelo e Alberto, liberamente presi in prestito dal libro omonimo di Umberto Contarello a incontrarsi una notte d’estate nel reparto terapie intensive perché entrambi colpiti da infarto, saranno loro a creare e nutrire un’amicizia importante, non solo perché illuminata dalla paura della morte, ma perché qui quanto mai vitale, sa mostrare tutto lo straordinario valore dei rapporti e della relazione, tutta la vita che, indipendentemente dalla malattia pur grave, può sgorgare dall’altro.
Angelo e Alberto, due splendidi Kim Rossi Stuart e Antonio Albanese, sapranno snobbare le differenze sociali e culturali che in apparenza li separano, orribili orpelli a doppio taglio, ma proprio nelle diversità sapranno trovare le somiglianze e potranno accedere all’affetto per l’altro e alla scoperta e comprensione di sé, mettendosi faticosamente a nudo, facendosi largo insieme, a testa bassa e pugni serrati, tra le insidie e i problemi di ogni giorno che spaccano il cuore.
Ma, come una buona critica ha notato, i sentimenti sono assai difficili quando si è tra uomini, e l’Archibugi riesce meravigliosamente a rendere, donna di fine sensibilità, una storia più che mai maschile, abitata da donne importanti capaci di rimanere intelligentemente sullo sfondo senza mai perdere valore, una storia che parte da spinose e virili diffidenze: bellissima e carica di un significato enorme la scena in cui Alberto “dimentica” l’indirizzo dell’amico, per attraversare poi lucidi e vibranti silenzi, quando Angelo comunica senza un suono all’amico i risultati dei propri esami clinici, fino a sfociare infine nell’abbattimento di ogni barriera che porta alla vera relazione con l’altro e a giungere così a trovare se stessi, reso stupendamente dalla scena dei due nello stesso letto che frangono ogni inconscia paura o imbarazzo con una risata contagiosa e liberatoria.
I due amici cresceranno insieme, attraversando la gioia e inciampando nel più buio dolore, ma sapranno diventare grandi, “guidare” simbolicamente la propria vita, o almeno ci proveranno, ed arriveranno a scoprire così chi sono davvero, quanto valgono e quanto sono ognuno nascosti nell’altra parte della coppia. Un film delicato e intensissimo, da vedere e "sentire" più che da commentare, senza una sbavatura sentimentalistica o uno scadimento lacrimevole, senza compiacimenti o vizi di forma, ma semplice e prezioso come un vero amico.
Questioni di cuore
Regia: Francesca Archibugi
Con Antonio Albanese, Kim Rossi Stuart, Micaela Ramazzotti, Francesca Inaudi, Andrea Calligari
Italia, 2008
Durata: 104'
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titolo: Questioni di cuore
curatore: Riccardo Strada
genere: Drammatico
fonte: L'Elefante, numero 14, luglio 2009 (www.lelefante.it)
data di pubblicazione: 22/09/2009
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