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 Gli effetti dell'uso prolungato dei farmaci ansiolitici
 a cura di Paolo Migone
Domanda
Da anni soffro di ansia generalizzata, disturbo molto fastidioso che mi ha portato a rivolgermi a parecchi specialisti. Da anni assumo benzodiazepine con le quali riesco a controllare questo mio stato di ansia cronica. Spesso, nei momenti peggiori le abbino ad un antidepressivo biciclico per qualche mese. La mia domanda è: quali sono i danni a lungo termine che possono provocare queste sostanze? Quali sono le alternative, considerando il tempo durante il quale le ho assunte?
Risposta
Caro Gianni, il problema che poni è molto simile a quello che ho trattato rispondendo ad un altro quesito, dal titolo "Come funzionano i farmaci contro l'ansia", che ti consiglio innanzitutto di leggere. Poi, la prima cosa da stabilire è se tu soffri veramente di un disturbo di ansia generalizzata (in gergo specialistico chiamato GAD, Generalized Anxiety Disorder). Lo chiedo perché è possibile che tu ti sia semplicemente abituato a prendere benzodiazepine (cioè farmaci ansiolitici), e l'ansia generalizzata, di cui magari soffrivi anni fa, ora potrebbe essere superata, solo che tu non lo sai perché continui a prendere questi farmaci che te l'hanno cronicizzata, nel senso che se tu sospendi i farmaci ovviamente stai male a causa dei sintomi dell'astinenza. Infatti, come dicevo rispondendo all'altro quesito, dato che le benzodiazepine sono farmaci che creano dipendenza, se vengono sospesi provocano il noto fenomeno del "rimbalzo", caratterizzato da un aumento di ansia. L'unica cosa da fare quindi è quella di sospenderli molto lentamente (ad esempio togliere ogni settimana una piccola frazione della compressa a dosaggio minore che esiste), e vedere se riesci a farne a meno. Ti assicuro che la maggior parte dei pazienti, se ben seguiti e incoraggiati (ad esempio durante una psicoterapia), nel giro di alcuni mesi escono dalla assuefazione senza provare alcun disturbo.

Suppongo comunque che queste cose tu le conosca già, avendole ampiamente discusse e approfondite con gli psichiatri che ti hanno seguito, e assumo che tu veramente soffra ancora di ansia generalizzata. La tua domanda è quali sono i danni a lungo termine che possono provocare le benzodiazepine, e quali sono le alternative. Le benzodiazepine per fortuna non provocano grossi danni, eccettuato quello che ho appena detto, cioè il fenomeno della dipendenza. Per quanto riguarda le alternative, vi sono alcuni farmaci che sono stati proposti per curare l'ansia generalizzata al posto delle benzodiazepine, e questi farmaci possono essere usati anche come coadiuvanti nella delicata fase della disassuefazione. In vari studi controllati, cioè a doppio cieco (quindi con una metodologia rigorosa), a volte si è notato che questi farmaci funzionano tanto quanto le benzodiazepine. Esempi sono i beta-bloccanti (come il Propanololo), oppure gli antidepressivi (già tu a volte usi degli antidepressivi biciclici, cioè degli "Inibitori Selettivi del Re-uptake della Serotonina" [SSRI]). Tra gli antidepressivi potrebbero essere consigliabili anche dei triciclici sedativi (e quindi ansiolitici), come l'Amitriptilina (Adepril, Amilit, Laroxyl, Triptizol) o la Trimipramina (Surmontil). Anche il Trazodone (Trittico) può essere una valida alternativa alle benzodiazepine. Per l'ansia generalizzata è stato sperimentato con successo anche il Buspirone (Axoren, Buspar, Buspimen).

Ma per un adeguato trattamento farmacologico è meglio che tu ti faccia consigliare dal tuo psichiatra di fiducia, che ti conosce bene e che quindi ti può prescrivere i farmaci nel modo più appropriato. Io mi sono limitato a darti delle indicazioni di massima. Un ultimo consiglio che vorrei darti è quello di non basarti solo sui farmaci come tentativo di risposta al tuo malessere. I farmaci sono riduttivi come unico tentativo di comprensione dello stato soggettivo, e alla lunga possono impoverire la capacità di comprendere i motivi di quello che ci accade. Una psicoterapia, almeno una volta alla settimana, può facilitarti molto nel percorso di miglioramento. All'interno di una psicoterapia, tra l'altro, è possibile sperimentare anche interventi psicologici specifici allo scopo di ridurre l'ansia generalizzata, come ad esempio tecniche cognitivo-comportamentali, tecniche di rilassamento come il training autogeno, tecniche meditative, ecc.
Risponde
Paolo Migone, Psichiatra, Psicoterapeuta, Condirettore della rivista "Psicoterapia e Scienze Umane"

titolo: Gli effetti dell'uso prolungato dei farmaci ansiolitici
autore: Paolo Migone
richiedente: Gianni, 33 anni
data di pubblicazione: 30/12/2001

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