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 La spersonalizzazione
 a cura di Paolo Chellini
Domanda
Volevo porre la seguente domanda a proposito della spersonalizzazione, quale sono le cure che si attuano sui pazienti e i rimedi quando questi disturbi accadono all'improvviso.
E le cure sono davvero efficaci ad eliminare il problema?
Risposta
Gentile Massimo,
il fenomeno della spersonalizzazione o depersonalizzazione è un evento spontaneo che accade inaspettatamente e senza apparenti motivi, capace di provocare nel soggetto un senso di estraneità e di irrealtà perdurante nei confronti, sia della realtà, sia di se stesso. A questo proposito, ti consiglio di leggere una precedente risposta da me data e pubblicata in Vertici su questo argomento dal titolo: Soffro di depersonalizzazione.

Per quanto riguarda la questione delle cure, non credo che esistano dei protocolli specifici generalizzabili a tutti. In altre parole, le metodologie mediate dalle tecniche di Brief-Therapy ci indicano che a parte le metodiche di valutazione iniziale (assessment) generalizzabili, il percorso terapeutico deve essere progettato sul paziente. Questo significa che tutte le tecniche utilizzabili devono essere attentamente calibrate sulle potenzialità del soggetto, ovvero, sulle capacità di autoguarigione che ogni individuo intrinsecamente possiede.

Tornando al problema della spersonalizzazione mi viene da chiedermi che cosa in definitiva intendi con questa parola. Mi sono fatto l'idea che queste crisi possano avvenire nei momenti in cui ti trovi a gestire delle situazioni stressogene di tipo sociale. Non so perché penso questo, forse perché sono le situazioni più comuni in cui si verificano questo tipo di disturbi. Caro Massimo, credo fermamente che in realtà queste problematiche, che pur sembrano devastanti per le persone che le vivono, siano cose abbastanza risolvibili in tempi accettabili. Per esempio, personalmente nella mia pratica clinica, per questo genere di problematiche, uso le tecniche mediate dall'ipnosi ericksoniana con dei buoni risultati, sia per quanto riguarda la risoluzione dell'intensità dei sintomi, sia per quanto riguarda la “brevità” del percorso in senso temporale. Ora, con questo non ti voglio assolutamente dire che l'ipnosi è la sola modalità di risoluzione di queste particolari problematiche, ma quello che mi preme comunicarti è che, probabilmente, le tecniche mediate da approcci cognitivi o comportamentali abbiano un effetto più specifico e più veloce rispetto ad altri approcci clinici.

A proposito delle tecniche che ti possono aiutare a controllare questo tipo di disturbi me ne viene in mente una in particolare, chiaramente resta valido il suggerimento del controllo della respirazione che ho anticipato nella precedente risposta. La tecnica in questione, si basa su una dinamica osservativa della realtà che ci circonda: molto spesso chi soffre o ha sofferto di questo tipo di “interruzione della coscienza di Sé” ha un rapporto con la realtà molto incentrato sull'autoascolto, innescando così, involontariamente, una modalità ansiogena con il proprio corpo e con la realtà che lo circonda. La tecnica invece richiede al soggetto una completa e accurata accordanza osservativa della realtà circostante. In altre parole, ti devi trasformare in una specie di ricercatore sociale capace di osservare come gli altri si comportano all'interno delle dinamiche di vita. Perché questa strana richiesta? Sperimentala e vedrai, potrebbe essere molto interessante.

Gentile Massimo, quello che ti ho appena scritto non potrà comunque sostituire, se lo riterrai necessario, un approccio al problema attraverso l'incontro con un professionista del settore psicologico operante nella tua zona. Quello che ti voglio dire, e questo te lo dico non per darti un messaggio negativo sulle tue potenzialità di autoguarigione ma per aumentarti il numero delle possibilità di scelta, è che alle volte i problemi si risolvono spontaneamente scomparendo come sono arrivati, ma altre volte questo non si verifica, facendoci vivere all'interno di una realtà di blocco e di limite. Quindi, per concludere, non c'è nessun problema nel pensare di cercare qualcuno che ci aiuti a superare il nostro problema.
Un abbraccio.
Risponde
Paolo Chellini, Psicologo

titolo: La spersonalizzazione
autore: Paolo Chellini
richiedente: Massimo, 27 anni
data di pubblicazione: 10/04/2004

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