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Il gioco d'azzardo patologico
a cura di Miriam Lanotte
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Salve! Sto scrivendo la mia tesi di laurea in psicologia sulla psicoterapia psicoanalitica di gruppo per giocatori d'azzardo
patologici e mi chiedevo se poteste darmi qualche informazione su questo argomento, qualche spunto bibliografico su cui
riflettere...
In attesa di una risposta, vi ringrazio anticipatamente. |
Cara Dany,
il gioco d'azzardo costituisce un'attività antichissima e ancora oggi di grande diffusione, per la maggior parte delle
persone rimane un'attività di divertimento, in cui investire deliberatamente parte del proprio tempo e del proprio denaro.
Spesso però accade che il normale gioco d’azzardo diviene patologico e quello che sembrava un semplice vizio si trasforma in
una vera e propria "schiavitù". Da una forma di svago socialmente accettato, si passa ad aspetti devianti che portano gli
individui che praticano l'azzardo ad esibire dei veri e propri comportamenti persistenti e maladattivi, perchè cronicamente e
progressivamente incapaci di resistere all'impulso di giocare.
Il loro comportamento prima o poi compromette e distrugge le relazioni personali, matrimoniali, familiari e lavorative.
In questo caso si configura come una vera e propria malattia psichica grave, meglio nota con il nome di GAP (Gioco di
Azzardo Patologico). Gli studiosi che si sono occupati del problema hanno proposto di collocare le condotte di gioco entro un
ideale continuum: ad un estremo, gli individui che praticano l’azzardo come un’attività ricreativa innocua, all’estremo
opposto i giocatori devianti per i quali il gioco può configurarsi come una malattia psichica grave.
Avventurarsi nel mondo del gioco d’azzardo patologico significa intraprendere un viaggio all’interno di una realtà fatta di
sofferenze, menzogne, debiti e disperazione. Significa affrontare una patologia sommersa, quasi sconosciuta ai più, ma che è
una tragica realtà, nata più o meno contemporaneamente al gioco d’azzardo. Spesso infatti il disturbo è sostenuto da una
serie di aspetti patologici, quali la depressione, l’aggressività e la difficoltà nel controllo degli impulsi o in casi più
rari lo stato maniacale.
Il gioco d’azzardo patologico presenta caratteristiche costanti sulle quali concordano i più importanti psicoanalisti e i due
principali sistemi nosografici attuali relativi ai disturbi psichiatrici e del comportamento.
Circa l’eziologia, il G.A.P. è una malattia mentale che è stata classificata dall'APA (American Psychiatric Association)
all'interno dei "Disturbi del controllo degli impulsi" e che ha grande affinità con il gruppo dei Disturbi
Ossessivo-Compulsivi (DOC) e soprattutto con i comportamenti d'abuso e le dipendenze. Questo disturbo può presentare infatti
caratteristiche comuni con la patologia ossessivo-compulsiva, che consistono principalmente nella tendenza al ritualismo,
nell’attenzione per il numero e il calcolo, in elementi di pensiero magico-superstizioso; del comportamento compulsivo manca
però l’elemento dell’egodistonia. Maggiori invece le affinità, come il craving, la tolleranza e la difficoltà a interrompere,
con le patologie da dipendenza, a tal riguardo il G.A.P. è stato spesso definito "dipendenza non farmacologica”.
Lo stato di euforia e di eccitazione del giocatore d’azzardo durante il gioco è paragonabile a quello prodotto
dall’assunzione di droghe, e come avviene per la dipendenza da droghe anche i giocatori d’azzardo possono soffrire di crisi
di astinenza, ansia, sudorazione, nausea, vomito e tachicardia.
Il giocatore patologico non presenta caratteristiche somatiche, di età, di sesso o di classe sociale che lo rendano
"riconoscibile". Tuttavia, dal punto di vista psicologico, più frequentemente è un individuo con struttura della personalità
narcisista, dipendente e impulsiva. Spesso, sotto una facciata boriosa, nasconde un'autostima molto bassa. Da numerosi studi
è emerso che coloro affetti da GAP hanno spesso una personalità antisociale, in molti casi alterazioni del tono dell’umore
con oscillazioni tra l’eccitazione ipomaniacale e la tristezza depressiva; una componente d’ansia legata ad esperienze
emotivamente traumatiche.
Per quanto riguarda il trattamento, il recupero, senza dubbio faticoso, lungo e complesso, e' certamente possibile.
Fondamentale è il supporto dei familiari: solo un giocatore su 20, infatti, chiede aiuto in prima persona e il problema
dell’azzardo coinvolge emotivamente ed economicamente anche la famiglia. Se, infatti, è difficile prevedere chi, da giocatore
saltuario, diverrà dipendente si può certamente riconoscere un denominatore comune: la sofferenza personale che spesso
affonda le sue radici in situazioni familiari difficili cui il soggetto tenta in qualche modo di evadere. Inoltre, per quanto
egli riesca a nascondere il problema, la sua scarsa presenza in famiglia porta effettivamente alla perdita del ruolo che è
assunto da altri familiari (ad esempio, frequente è il caso di figli adolescenti che interrompono gli studi e iniziano a
lavorare, cercando inconsciamente di sostituirsi al genitore giocatore). Gli approcci che appaiono piu' utili prevedono
terapie individuali ma anche familiari e di gruppo, promuovono gruppi di auto-aiuto, offrono un sostegno anche da un punto di
vista legale. La psicoterapia di gruppo può rappresentare un valido strumento nell’affrontare le varie forme di patologia
sociale. Nel caso del gioco d’azzardo patologico il giocatore scopre, partecipando al gruppo, di non essere il solo ad avere
problemi, poiché riconosce le sofferenze e le difficoltà di tutta la sua famiglia e degli altri componenti del gruppo.
Inoltre, il semplice confronto con ex-giocatori fa scattare un comportamento imitativo positivo, passo fondamentale per
intraprendere il lungo viaggio verso la guarigione.
Ti indico alcuni link utili:
Da vertici:
Di seguito sono riportati alcuni libri:
Psicologia del gioco d'azzardo
Autore: Lavanco, G., Croce, M., Lo Re, T., Varveri,L., Zerbetto, R.
Anno: 2001
Editore: McGraw-Hill Editore
Presentazione:
gioco come svago liberatorio, gioco come lavoro. Isola gioiosa che ritempra dalla vita lavorativa, baratro in cui si
precipita. Debiti di onore, ricchezze improvvise, disgrazie progressive. Gioco come "metodo scientifico", gioco come
superstizione. Perdere l’anima al gioco e invocare tutti gli dei a proteggerci. Gioco come sessualità e coppie inaridite dal
gioco. Giochi di ruolo e ruolo del giocatore. Gioco come patologia degli impulsi, disturbo di personalità, ossessività
perniciosa e gioco come modalità principe di crescita, di esplorazione di nuovi mondi, di nuovi sé. Giochi immobili (solo il
cuore batte all’impazzata) e giochi in cui si rincorrono vertigini e sensazioni estreme. Giochi di testa e giochi di fortuna.
Giochi da donne e giochi da uomini. Stato biscazziere che incarcera i biscazzieri. Gioco liberatorio e gioco che schiavizza.
Desiderio di vincita e forte emozione per la perdita. Entusiasmo (possessione divina) nel presumere di saper prevedere il
futuro e senso di abbandono quando la ruota gira in senso avverso. Giocare, suonare, impersonificare, scherzare, assumere
rischi, divertirsi, recitare. Capire l’Homo ludens in tutte le sue sfumature e, allo stesso tempo, cambiarlo, utilizzare la
struttura del gioco anche all’interno della terapia. Ossimori. Contraddizioni che si aggrovigliano in cui l’aspetto "buono" e
quello "cattivo" diventano parte dello stesso gioco. Un’interessantissima chiave di lettura per capire e aiutare malati di
recentissima classificazione nosografica e di antichissima storia. Un viaggio che non può non coinvolgere... Scommettiamo?
Vite d’azzardo. Storie di giocatori estremi
Autore: Mazzocchi, S.
Anno: 2002
Editore: Ed. Sperling & Kupfer
Presentazione:
racconta 20 storie di ex–giocatori, persone per le quali il gioco non rappresentava più un passatempo né tantomeno – come
invece condanna la morale comune – un vizio di cui sia facile liberarsi, ma una vera e propria patologia....
Le dipendenze patologiche
Autore: Caretti V., La Barbera D.
Anno: 2004
Editore: Raffaello Cortina
Presentazione:
Il volume raccoglie i contributi dei principali ricercatori italiani sulle più attuali forme di dipendenza - dalle nuove
droghe alle dipendenze sessuali e al cybersesso, dal gioco d’azzardo compulsivo alle dipendenze tecnologiche -, con una
particolare attenzione agli aspetti clinici e psicopatologici. I singoli capitoli prendono in esame le varie tipologie della
dipendenza, indagate sotto il profilo dei sintomi, del decorso e dei possibili interventi terapeutici. Vengono inoltre
approfonditi gli aspetti evolutivi, al fine di chiarire le cause dei differenti disturbi comportamentali.
Giocati dal gioco. Quando il divertimento diventa una malattia: il gioco d'azzardo patologico
Autore: Guerreschi, C.
Anno: 2000
Editore: Edizioni San Paolo, Alba (Cuneo).
Presentazione:
Che cos'é il gioco?. Che cos'é il gioco d'azzardo?. Ed il gioco d'azzardo patologico? A queste domande che si pone chiunque
abbia avuto esperienza diretta o meno, risponde Cesare Guerreschi, massimo esperto di gioco d'azzardo patologico a livello
internazionale, che da anni collabora con le più prestigiose università impegnate in ricerche nel campo delle dipendenze.
Questo libro è un vademecum che parla ai giocatori quanto ai familiari, agli esperti quanto ai profani.
Il gioco & l’azzardo. Il fenomeno, la clinica, le possibilità di intervento
Autore: Croce, M., Zerbetto, R.
Anno: 2001
Editore: Franco Angeli, Milano.
Presentazione:
Il gioco è un'attività comune a tutti gli esseri viventi (uomini e animali), senza barriere d'età. Le definizioni ne parlano
come di una pratica spontanea e disinteressata, situata al di fuori di interferenze utilitaristiche, ma non per questo priva
di significati umani e sociali. Un'attività piacevole ma non superflua, insomma. Tuttavia, negli ultimi anni il gioco si sta
imponendo all'attenzione non soltanto per i suoi aspetti ludici, ma anche commerciali e clinici. I dati relativi alle "spese
per giochi" da parte degli italiani indicano infatti un forte consumo di giochi e si assiste a un proliferare di proposte
(anche legislative) che vanno verso una maggior liberalizzazione e diffusione di forme di gioco legalizzato. Videopoker,
bingo, casinò on line, super enalotto, gratta-e-vinci sono oggi i modi con cui molte persone tentano la sorte, nella speranza
forse di cambiare la propria vita. Accanto ai connotati di svago, il gioco ha così assunto per molti i tratti di una vera e
propria dipendenza, con caratteristiche simili alle più note e trattate dipendenze da sostanze. Un vortice dal quale risulta
difficile se non impossibile allontanarsi e la cui incomprensibilità è spesso evidente agli stessi interessati. Come leggere
questo fenomeno? Che spiegazioni sono possibili? Quali politiche e azioni di tipo preventivo, curativo e di riduzione dei
danni bisogna perseguire? Il manuale, che si avvale di contributi dei maggiori studiosi internazionali e italiani delle
diverse discipline, intende offrire in primo luogo, a chi voglia comprendere le dimensioni e i significati di tale fenomeno,
una panoramica sugli aspetti culturali, sociologici ed epidemiologici, i fattori di rischio, gli incroci con altre forme di
dipendenza o con altre patologie, i significati e i rischi per gli adolescenti, e i modelli interpretativi sul piano
biologico, psicologico e sociale. Attraverso la presentazione delle esperienze italiane e straniere più rappresentative, il
testo si propone anche come guida e orientamento alle diverse possibilità di trattamento specifico, oltre che come stimolo a
successive ricerche e interventi. È pensato quindi come uno strumento di consultazione per professionisti e operatori dei
servizi pubblici e privati (ai quali con sempre maggiore frequenza si rivolgono con richieste di aiuto i giocatori e/o i loro
familiari) per favorire un corretto inquadramento diagnostico e per organizzare idonee risposte e interventi di consulenza e
terapeutici.
La dipendenza da gioco. Come diventare giocatori d'azzardo e come smettere
Autore: Dickerson, M.
Anno: 1993
Editore: Edizioni Gruppo Abele, Torino.
Gioco d'azzardo. Un affare di famiglia
Autore: Willians, A.
Anno: 2001
Editore: Editori Riuniti, Roma
Ti consiglio di cercare quaesti articoli:
Il gioco d'azzardo patologico : inquadramento diagnostico e valutazione
Del Miglio C. e Vallecoccia S., "Attualità in psicologia", 18 (2003), n.1-2, p. 37-56
Gioco compulsivo e vite in azzardo
Fiorino V. ,"Personalità/dipendenze", 8 (2002), n.3, p.361-373
Il gioco d'azzardo patologico
Perinelli S. , "Personalità/dipendenze", 9 (2003), n.1, p.55-70
Gioco d'azzardo ed organizzazioni cognitive
Reda M.A. e Pilleri M.F., "Personalità/dipendenze", 9 (2003), n.1, p.33-41
Spero di esserti stata utile, buon lavoro!! |
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titolo: Il gioco d'azzardo patologico
autore: Miriam Lanotte
richiedente: Dany
data di pubblicazione: 09/01/2007
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